La mia vita in ciabatte

ciabatteIl riposo forzato non è la mia dimensione.
Ogni volta che mi guardo intorno vedo qualcosina da fare: un po’ di polvere da tirare su (che male farà mai), la lavastoviglie da svuotare, una torta da preparare perché la colazione deve essere sana e la bimba deve crescere, una pulitina al bagno perché in serata vengono ospiti…
Poi mi viene il senso di colpa e mi divano. Prendo tutti i libri vicino a me, tutti i telefoni e a volte anche il computer allestendo una vera e propria postazione multimediale.
Navigo, leggo, sonnecchio un po’, parlo con qualche amica al telefono. Penso alla nascita della bimba e a tutto quello che cambierà, anche se so che per quanto possa provare a immaginare il cambiamento non sarò mai in grado di afferrarne davvero la portata.
Mi alzo e vado in camera a guardare fuori dalla finestra. Torno in salotto ed esco in terrazzo a controllare che in campagna sia tutto a posto. Ascolto le voci dei bimbi nel parco sotto casa.
E così arrivo a sera che il giorno è volato, la pancia è cresciuta un altro po’ e l’autunno si avvicina.

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