Il reato di pennichella

Voglio autodenunciarmi: sono perseguibile penalmente per il reato di pennichella, che perpetro ogni pomeriggio da almeno tre settimane.
Sono una persona attiva, rifuggo il riposo fuori dagli orari prestabiliti (la notte!) e non ho mai capito chi ha la necessità di schiacciare un pisolino nel pomeriggio che mi è sempre parso una gran perdita di tempo.
In effetti sono ossessionata dall’idea che il tempo non basti perché oggettivamente ci sono troppe cose da fare e ho trascorso gli ultimi due anni cercando in tutti i modi di sabotare il pisolino che Fabio farebbe ogni pomeriggio ma che riesce a fare solo nel fine settimana.
Adesso, come ogni nemesi che si rispetti, non sono più in grado di tenere gli occhi aperti dalle 15 in poi: la stanchezza mi rovina addosso come una valanga e io non posso fare altro che trascinarmi sotto le coperte o spiaggiarmi sul divano come una medusa.
Mi sveglio rincoglionita, con lo stomaco sottosopra e con la terribile sensazione di essermi persa cose fondamentali.

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Una risposta a Il reato di pennichella

  1. nimerya ha detto:

    Anche io ho tentato di sfuggirgli per tutta la fine della gravidanza, quasi con successo, ma contro l’arrivo del pupo non ho potuto farci niente, ora non appena lui dorme dormo anche io, male perchè mi sembra sempre di perdere tempo, ma se non lo si fa poi è difficile tenere tutto il giorno 🙂

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