La mia vita senza mani

Trascorro la maggior parte della mia giornata con Mina in braccio: questo significa che non ho più a mia disposizione l’uso delle mani. Posso vedere, annusare, ascoltare ma non posso toccare e non posso nemmeno gustare se qualcuno non mi tiene la bimba, perché gustare implica portare qualcosa alla bocca con le mani, cosa pressoché impossibile con una bimba in braccio.
Maternità quindi significa rieducarsi a non usare le mani, imparare a non fare. E’ un concetto piuttosto alieno in una società in cui l’individuo passa la vita ad imparare a fare qualcosa. Infatti io lo trovo difficilissimo.
La mattina mi alzo e resto in pigiama e vestaglia fino a che ho un secondo per appoggiare la bimba. Faccio colazione perché me la prepara Fabio e poi gli dico: vai pure, qui ci penso io. E l’espressione che uso è proprio quella giusta, penso che vorrei “fare”, ma in effetti “non faccio”. Non faccio il letto, non spazzo, non svuoto la lavastoviglie, non sparecchio, non lavo le tazze, non sistemo il casino. Non faccio. Non produco risultati tangibili, non realizzo cose ma passo il tempo con la piccola Mina.
Mi siedo sulla palla ginnica e mi dondolo perché a lei piace, la consolo se piange, le parlo e le chiedo di non piangere, le cambio il pannolino quindicimila volte al giorno, le do da mangiare, le canto canzoncine per cercare di farla addormentare, la tengo in braccio mentre dorme, la lavo, la porto a passeggio.
All’inizio mi sembrava pazzesco, mi arrabbiavo moltissimo perché non riuscivo a fare niente. Poi, a poco a poco, mi sono rieducata e ho imparato ad ascoltare e rispettare le richieste di accudimento della bimba senza pensare che tenendola in braccio per ore sto perdendo il tempo che potrei usare per fare altre cose.
Ho quindi accantonato il fare e non potendo usare le mani uso il cervello: penso, immagino e sogno come non ho mai fatto in tutta la mia vita. Se riesco a farne un mestiere divento milionaria.

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3 risposte a La mia vita senza mani

  1. Margherita ha detto:

    Non stai perdendo tempo. Al contrario, lo stai usando benissimo. Stai dando alla piccola MIina tutto quello di cui ha bisogno 🙂

  2. Silvia ha detto:

    Le donne africane non si fanno tante pippe, si legano i bambini sulla schiena mediante apposito cencio e lavorano nei campi. Tornando a casa, poi, dove le aspettano altri sei o sette mocciosi, in testa portano l’acqua nella brocca da cento litri. Se uno vuole una famiglia è perché le piace molto, o perché è africana, poveretta.

  3. Silvia ha detto:

    (e nessuna diventa milionaria, a meno che non abbia sposato un milionario con un adeguati e premeditato contratto prematrimoniale)

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