Amore è … #6

Decidere di non tenere il muso o di non togliere il saluto al tuo uomo, anche se sei arrabbiatissima, perché pensi che nonostante tutti i suoi difetti e i suoi errori resta comunque la persona con cui vuoi passare il resto della vita e a cui vale sempre la pena dare una ennesima opportunità.

Pubblicato in Amore è... | Lascia un commento

Quaranta

Il problema più grande di questi miei quarant’anni è che quando incontro la maggior parte dei miei coetanei penso “chi è questo vecchio?”.

Pubblicato in Grandi temi | Lascia un commento

Cose terribili che accadono nella giornata di un neonato

E poi arriva quel momento che nessun neonato vorrebbe mai affrontare.
La mamma si avvicina con sguardo dolce, canticchiando una canzoncina, muovendo le braccia, facendo finta di niente mentre il papà ha iniziato alcune grandi manovre diversive, solleva e sposta oggetti e fa gugugu, in casa c’è trambusto, rumore, si percepisce l’ansia genitoriale, quella cosa sta per accadere nuovamente e il neonato lo intuisce e inizia a urlare e dimenarsi perché è orribile, davvero orribile quando la mamma a tradimento ti infila sulla testa la perfida cuffietta.

Pubblicato in Genitorialità | Contrassegnato | Lascia un commento

Perché i neonati piangono

Perchè i neonati piangono?
Dallo studio in vivo che ho potuto compiere negli ultimi tre mesi e mezzo mi sono fatta l’idea che i neonati piangano per i seguenti motivi:
:: perché hanno fame o perché non ce l’hanno
:: perché vogliono dormire o perché non vogliono dormire
:: perché hanno la cacca o perché non ce l’hanno
:: perché vogliono uscire o perché non vogliono uscire
:: perché vogliono cambiare posizione o perché non vogliono cambiare posizione
:: perché hanno freddo o perché hanno caldo
:: perché fuori piove e soffia il vento
:: perché hanno mal di pancia
:: perché la mamma e il papà devono cenare
:: perché la mamma deve andare in bagno
:: perché la mamma e il papà hanno fretta
:: perché si annoiano da morire
:: perché non vogliono stare soli

Considerando poi che la lobby dei neonati ha imposto ai suoi membri di mantenere il riserbo più assoluto sulle motivazioni del proprio pianto, si può ben comprendere come mai mamma e papà brancolino nel buio.

Pubblicato in Genitorialità | Contrassegnato | 1 commento

In una tranquilla mattina di febbraio

Aspetto che Mina si svegli per darle mille baci e portarla a prendere questo primo anticipo di primavera.

Pubblicato in Grandi temi | 1 commento

La solitudine delle madri

Si dice che i primi 40 giorni di vita del neonato siano quelli più difficili per la mamma: è proprio così.
Nei primi 40 giorni il corpo della mamma è ancora affaticato e dolorante per via del parto e l’umore è traballante per via degli ormoni. A tutto ciò si aggiunge una piccola presenza sconosciuta che si aggira per casa: il neonato.
Il neonato è un oggetto non identificato, un ufo, uno che fa cose strane. Piange e non sai perché. Avrà fame? Avrà freddo? Avrà le palle girate? Vai a saperlo.
Ogni giorno l’ufo ne inventa una nuova: la tossetta nervosa, il catarrino, la veglia notturna, la respirazione affannosa, le crosticine sulla testa, il cordone ombelicale che sanguina, la cacca molle, l’abbassamento di voce. Sarà normale? Di cosa avrà bisogno? Avrò abbastanza latte? Ho paura, non voglio stare sola con questo neonato fragilissimo.
La giornata di una neomamma è composta da una lunga sequela di espedienti per cercare di non fare piangere il neonato: prima si prova con la tetta, se non funziona si cambia il pannolino, se non funziona si culla il neonato, se non funziona si prende il neonato e lo si porta a fare una passeggiata nella carrozzina, se non funziona si va a fare un giro in auto, se non funziona si usa il ciuccio e così via a ripetizione finché arriva sera e ogni giorno la sequenza deve essere variata perché ogni giorno il neonato è diverso dal giorno precedente. E’ per questo che si possono vedere nugoli di mamme al parco con le carrozzine, anche se fuori c’è un freddo cane: sono nella fase della giornata in cui stanno provando l’espediente della passeggiata.
Ed è per questo che le madri sono sole: come fai a rapportarti con chi sta continuando a fare la sua vita normale, una vita fatta di abitudini prestabilite, persone adulte con cui ragionare, cose “da fare”? Come puoi fare capire a chi ti sta accanto che non poter andare in bagno, non poter fare una telefonata, non poter pianificare nulla e in generale non sapere cosa sarà di te anche solo nei prossimi 5 minuti è veramente destabilizzante?
Le mamme si sentono sole con i loro piccoli ufo. Tutti danno per scontato che loro sappiano che fare, ma non lo sanno, improvvisano. Le mamme hanno bisogno di compagnia, di sostegno, di comprensione e di ascolto.

Mina adesso ha tre mesi e ora non ho più paura di stare sola con lei, anzi, mi godo il nostro tempo e le scoperte che facciamo insieme. Sembra passata una vita da quei primi giorni di reciproca conoscenza e di invenzione dei miei gloriosi espedienti per non farla piangere.
Non credo che ce l’avrei fatta senza il sostegno di Fabio, di mia madre, di mia sorella, delle mie amiche, della mia doula e di tutti quelli che mi hanno ascoltato e hanno tenuto Mina in braccio alleggerendo per un momento quel peso che per me era così gravoso. Ogni volta che qualcuno ha preso in braccio la bimba, me l’ha restituita più leggera.
Un aiuto preziosissimo mi è stato dato anche da quella santa donna dall’ostetrica che è venuta ad aiutarmi a casa e che mi ha rassicurata sulla mia competenza di mamma, insegnandomi un paio di cose fondamentali: che io ero l’adulto e che Mina era più spaventata di me, e che io ero la mamma, quindi naturalmente predisposta a fare il bene di mia figlia. Gran bella invenzione le ostetriche.
E adesso scusate, ma abbiamo esaurito l’espediente “ciuccio”: vado a prendere in braccio Mina e a proporle un’avventurosissima passeggiata avanti e indietro per la casa, cantando “ninna nanna ninna o” fino all’ignoranza.

 

Pubblicato in Maternità | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Autodenunce

Mi autodenuncio: questa mattina per poter rifare il letto ho messo Mina sul seggiolone e poi l’ho messa davanti alla tv a vedere Il villaggio di Hello Kitty. Per 15 minuti buoni ha seguito le figure, pur non capendo nulla di quello che stava succedendo, poi ha iniziato ad annoiarsi e a gnolare.
Io nel frattempo sono riuscita a fare l’impossibile: sono una madre degenere.

Pubblicato in Maternità | Lascia un commento

I gusti dei neonati

A Mina piace:
:: stare a letto fino a tardi la mattina
:: piangere se noi dobbiamo fare cose urgenti
:: fissare intensamente un punto che è sempre accanto a noi, ma non siamo mai noi
:: mangiare, mangiare, mangiare
:: fare le pennichella dopo la tetta
:: essere cullata con l’aiuto della palla ginnica, che quindi staziona ancora in salotto
:: stare in braccio e girare per casa

A Mina non piace:
:: avere fame
:: avere il pannolino sporco
:: essere cambiata quando non ne ha voglia
:: stare troppo nella stessa posizione
:: stare nella carrozzina
:: il lavaggio nasale
:: tutti i giochi che finora le hanno regalato

Pubblicato in Genitorialità | Contrassegnato , | Lascia un commento

La verità, vi prego, sull’allattamento

Ogni volta che ho sentito parlare di allattamento prima della nascita di Mina mi sono chiesta come mai una cosa così naturale richiedesse tanta attenzione e tanto tifo da parte delle ostetriche: ora l’ho capito.

Partiamo dalla teoria: la natura provvede a dare alle mamme due bei seni pieni di latte con cui nutrire i propri cuccioli fino al momento in cui saranno in grado di mangiare da soli. Ogni mamma ha il latte giusto per il proprio bambino, in qualità e quantità giuste e indipendentemente dal peso corporeo, dal carattere e dalla motivazione della mamma. Solo in rarissimi casi le mamme non hanno il latte e la causa è quasi sempre fisica.

Allattare quindi è la cosa più naturale del mondo. Ma non nella nostra società.

Nella nostra società esistono infatti i pediatri. I pediatri* hanno tabelle di crescita, create sulla base di standard di cui non è dato sapere, e ogni bambino viene classificato sulla base di queste tabelle. Se il bambino non rientra in queste tabelle i pediatri dicono alla mamma che non ha latte sufficiente o che il suo latte non è abbastanza nutriente e che quindi deve usare il latte artificiale altrimenti il suo bambino non crescerà e sarà esposto a numerosi rischi dato che è così piccolo.
I pediatri se ne fregano se ciò non corrisponde al vero, dal momento che abbiamo detto che ogni mamma ha il latte giusto per il proprio bimbo. E se ne fregano anche se stanno parlando con una donna con livelli ormonali altissimi e una certa tendenza naturale all’ansia da primo figlio.

Ma come? Mi è stato detto per 9 mesi che il mio latte era importantissimo per la mia bambina, io ci ho creduto, mi sono preparata, l’ho attaccata subito al seno anche se ero mezza morta dopo il parto, ho trattenuto le lacrime quando avevo le tette fucsia e doloranti, e adesso mi mettete in panchina?
Perché avete detto che non avevo latte sufficiente quando mi svegliavo la notte in un bagno di latte? Perché avete detto che il mio latte non era nutriente?
Perché mi avete fatto credere che dando solo il mio latte alla mia bambina non facevo il suo bene e rischiavo di affamarla? Perché non avete avuto fiducia in me e e non avete dato tempo alla natura?

C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo. Ostetriche e pediatri parlatevi, trovate una linea comune per il bene dei bambini e delle mamme. Finché sarete su due pianeti diversi contribuirete soltanto ad aumentare la paura delle mamme di sbagliare e di non farcela.

LA FINE DELLA STORIA
Io mi sono trovata a dover scegliere tra andare contro a quel che mi diceva la pediatra oppure andare contro a quel che mi avevano insegnato le ostetriche: in ogni caso da qualche parte avrei toppato.
Ho quindi deciso di mandare tutti a quel paese, di resettare le informazioni sul tema dell’allattamento e di ascoltare il dolce suggerimento della mia amica Margherita che mi ha detto di inventare serenamente la soluzione che più si adattava a me e a noi come famiglia.
Ho quindi intrapreso la strada dell’allattamento misto, un po’ latte artificiale e un po’ latte materno. Mina cresce e gradisce entrambi, io e Fabio siamo sereni e come tutti i genitori speriamo di fare il bene della nostra bimba.
* mi sono permessa di generalizzare sulla categoria perché di pediatri ne ho sentiti 3 e tutti e tre mi hanno detto le stesse cose.

Pubblicato in Maternità | Contrassegnato , , , , , | 1 commento

Lo zen e la manutenzione del neonato

Io non pensavo che i neonati richiedessero tanta manutenzione, invece i pediatri prescrivono tassativamente:
:: la medicazione del cordone ombelicale
:: dare una goccia di vitamina D
:: passare all’interno della boccuccia una garza bagnata nell’acqua e bicarbonato
:: dare 5 gocce di fermenti lattici
:: fare il lavaggio nasale con o senza aspirazione
:: tagliare le unghiette un giorno sì e uno pure
:: stimolare la cacca con i clismi o i sondini
:: pulire gli occhietti con una garza sterile e soluzione fisiologica
:: sterilizzare il biberon tutte le volte che lo si usa
:: sterilizzare il ciuccio
:: …

Ogni giorno, immancabilmente, mi dimentico qualcosa dell’elenco e a fine giornata mi sento in colpa come una delinquente.
La domanda che mi sorge spontanea è: ma come diavolo hanno fatto i nostri genitori a sopravvivere quando erano neonati?

Pubblicato in Genitorialità | Lascia un commento